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DDL ZAN, quella orribile sconfitta sul futuro

Da sempre, il passaggio da un periodo storico a un altro, ogni nuovo millennio, ha portato con sé un cambiamento epocale: una evoluzione del genere umano. E non esistono evoluzioni in meglio o in peggio. Questo è un giudizio puramente umano, di cui alla Storia non interessa.

Siamo negli anni ‘20 del 2000. La vita liquida che Baumann per primo ha intravisto, si sta riversando come un fiume in piena su tutti gli aspetti della nostra quotidianità.

I vecchi punti di riferimento non esistono più, tutto è flessibile, tutto è fluido. Pensiamoci un attimo.

Il lavoro non è più fisso, granitico, congelato per 40 anni fino all’arrivo della pensione. Siamo precari che navigano a vista in un mare a dir poco in burrasca. Solchiamo le onde come Ulisse, in un flusso pieno di pericoli, fra sirene, mostri marini e maghe Circe

Pensiamo a quanto è cambiato il nostro modo di fare acquisti. Chi di voi ancora compra solo dal negozietto di città? L’infinita possibilità di scegliere nella marea di prodotti simili, in concorrenza tra loro, e acquistarli on-Line da ogni parte del mondo. La cosa si commenta da sola.

Quanti di voi apprezzano i brand che adottano cause sociali e battaglie per l’inclusione? Anche questo la dice lunga. Tempo fa scrissi anche un articolo qui.

L’ultimo baluardo delle certezze

E poi, l’ultimo baluardo delle certezze: la distinzione netta fra il maschio macho e la donna dei telefoni bianchi e la lacrimuccia facile. Una certezza protetta con le unghie e con i denti da un nugolo di squali antichi (per rimanere in tema marittimo) seduti su scranni di velluto. E non perché ci credano, ma per conservare quel posto sicuro.

Ma la realtà in mare è ben diversa, è complessa, è fluida, con centinaia di sfumature di colore. È fatta di idoli come i Maneskin, Madame e Sangiovanni, che non si sono inventati nulla, eh! Sono semplicemente l’espressione di un nuovo modo di sentire e di sentirsi, lo specchio della libertà di essere e di esprimersi in tutte le forme, e di cambiare forma come un liquido si adatta al suo contenitore.

Ma che c’entra tutto questo con il ddl ZAN?

C’entra, seguitemi nel filo del discorso e vi spiego perché.

A maggio Saviano spiegava la sua opinione, che io condivido, in questo video.

La bocciatura del ddl ZAN, e quell’orribile “scroscio di applausi” per citare Tiziano Ferro, è una sconfitta dei diritti, una scelta miope, perché non si tratta di ammettere o legittimare la comunità LGBQT, quella esiste già e non c’è mica bisogno di una legge per sancirne l’esistenza, carini!

Questa scelta è uno schiaffo in faccia a tutte quelle persone che per il loro essere appartenenti a una comunità, non sono cittadini come gli altri. Dovranno continuare a nascondersi per paura, senza una legge che li tuteli contro l’odio e la violenza.

È uno schiaffo egoistico a un futuro tollerante e inclusivo. Poco importa quale sia la comunità. Esiste un gruppo di persone che non si ha interesse a proteggere, per legge. È terribile.

È una sconfitta per tutti, perché oggi tocca a loro, ma domani potrà succedere ad ogni altro tipo di comunità, magari quella a cui appartengo io, forse quella di cui fai parte tu.

C’è poco da applaudire.

Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti!