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Valorizzare la cultura? Prendiamo esempio da Beyoncé e Ferragni

Con la cultura davvero si può mangiare? Fruire musei e opere d’arte in Italia in modo nuovo e inaspettato, porterebbe quali risultati?

Il caso più recente di promozione sperimentale dell’immenso patrimonio culturale viene dalla più famosa imprenditrice digitale nostrana: Chiara Ferragni, in questi giorni di nuovo nell’occhio del ciclone per aver consigliato di indossare sempre la mascherina (come è possibile?).

Il suo tour agli Uffizi, fra polemica e adorazione, ha portato a un unico vero risultato: far esplodere in internet, quindi nel mondo intero, una (microscopica) parte delle opere d’arte Italiane, con una potenzialità mai vista prima.

I CARTERS AL COLOSSEO?

Ma andiamo qualche anno indietro, nel 2018. Già Beyoncé e Jay-z, con Apeshit, dall’album The Carters, avevano portato il Louvre nei cellulari dei ragazzi di tutto il mondo. Oggi il video ufficiale su Youtube conta 242 milioni di visualizzazioni. E pensare che dopo il successo di Apeshit, la coppia d’oro avrebbe voluto girare un videoclip al Colosseo. Pare, che abbiamo rifiutato Beyoncé perché dovevamo girare una puntata di Alberto Angela. Non solo. La complessità delle pratiche burocratiche, le lungaggini degli Iter e i costi esagerati richiesti, pare abbiano indotto Beyoncé a tagliare la corda portando i suoi milioni di visualizzazioni altrove.

(Lo condivido qui il videoclip, una vera opera d’arte fra opere d’arte).

Un episodio che è solo sintomo di un male ancora più profondo: non saper cogliere le opportunità, soprattutto nell’ambito culturale. Un atteggiamento che nasce nel radicato assetto di considerare la cultura come superflua, come un costo, come un settore non in grado di generare economia.

CON LA CULTURA SI MANGIA, ECCOME!

Eppure, è stato dimostrato che ogni euro prodotto dalla cultura in Italia ne genera 1,8 in altri settori. Una mole enorme di economia. 

Vien da sé che, con il primato internazionale per numero di siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità (54 in totale, di cui 49 a carattere culturale e 5 naturale) e una posizione geografica che fin dall’antichità l’ha arricchita di storia e arte, l’Italia è la culla di un valore inestimabile in termini culturali. 

Cambiare prospettiva. Un cambiamento netto e repentino. “Con la cultura si potrebbe mangiare, e anche bene“, come ci ha detto Luigi Zotta, presidente dei Giovani Unesco Basilicata. Io sono d’accordo. E voi?

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