Clubhouse, tutti vogliono viaggiare in prima

Avrete sicuramente sentito già parlare di Clubhouse, e nel momento stesso in cui avete scoperto che è un app solo su invito, avete iniziato a cercare un amico, un follower, uno sconosciuto assoluto che mettesse una buona parola per voi, oppure avete iniziato a cercare su Google come accedere alla famosa “waitlist“.

Geniale il marketing team. ESCLUSIVITÀ è la parola chiave. Sì, si tratta di una strategia marketing vecchia come il mondo. Rendere esclusivo un prodotto o servizio, lo sappiamo tutti, agisce sulla nostra sfera emotiva, crea un senso di urgenza e di desiderio, una pulsione che spinge all’acquisto di un prodotto di cui potremmo anche fare anche a meno. “Devo averlo a tutti i costi!”

Poco importa se odiamo i messaggi vocali e se, come i the Jackal, torneremmo addirittura indietro nel tempo per cancellarli dalla faccia della terra.

NOI IN QUEL CLUBHOUSE COSÌ ESCLUSIVO E DI TENDENZA DOBBIAMO STARCI. A FARE CHE?


Clubhouse – si legge nella Policy del sito – è un’app progettata per essere uno spazio di conversazione e autentica espressione – dove le persone possono divertirsi, imparare, fare connessioni significative e condividere esperienze ricche con altri in tutto il mondo.”

(Momento nostalgico) Nella mia città, durante gli anni ’90, c’era un locale che, manco a farlo a posta, si chiamava Club House. Ci si andava a ballare e ogni tanto ci si imbucava a qualche compleanno. Si parlava, ci si divertiva, si condividevano esperienze… Canale diverso: stessa esigenza. Mai uno spazio virtuale fu così vicino al reale.

NEL 2021 SPENDEREMO, COLLETTIVAMENTE, OLTRE 420 MILIONI DI ANNI SUI SOCIAL

Vero è, che pandemia e lockdown hanno esasperato il rapporto con i social, alla ricerca di una socialità fisica negata. Di conseguenza, è aumentato costantemente il numero di utenti che hanno effettuato l’iscrizione su un social media. Lo mette nero su bianco anche il rapporto annuale di We are social, secondo cui:

“Gli utenti delle piattaforme social sono cresciuti del 13% nell’ultimo anno, con quasi mezzo miliardo di nuovi utenti, o se preferite oltre 1,3 milioni di persone ogni giorno, o 15 al secondo. Insomma, siamo in 4,2 miliardi ad essere connessi tramite i social. Il tempo speso sulle piattaforme social continua a crescere anche se in misura più contenuta rispetto agli ultimi anni, attestandosi a 2 ore e 25 minuti al giorno, o (quasi) un giorno intero alla settimana. Di questo passo, nel 2021 spenderemo, collettivamente, oltre 420 milioni di anni su queste piattaforme.”

Insomma, il momento è propizio per l’arrivo di un nuovo social? Sì, credo di sì. Ed è intelligente la scelta di differenziarsi dalle altre piattaforme, scegliendo di distinguersi come “la casa virtuale per le stanze dei vocali“. Esclusivamente (ancora una volta), di messaggi vocali. Così come, la botta di fortuna che ha fatto impennare le richieste di accesso e il valore dell’app, dopo che Elon Musk ha ospitato una chat audio con Vlad Tenev.

Nel corso di questo anno, pare, Clubhouse aprirà i battenti a chiunque voglia iscriversi. Reggerà? Oppure la bolla di euforia si dissolverà con l’accesso non più elitario? Staremo a vedere.

A tal proposito, sto cercando un amico che mi inviti su Clubhouse! Vi prego, vi prego, vi prego! AHAHAHAH (scherzo). Se siete curiosi sull’utilizzo di Clubhouse, ho trovato una guida, questa qui, che mi sembra ben fatta! Fatemi sapere come si sta nella cerchia degli eletti.